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I NOSTRI CANDIDATI: ROBERTO CASIRAGHI
CAPOLISTA


Autore di canzoni, editore di Midi Songs, una nota rivista dedicata prevalentemente ai pianobaristi, fondò nel 1995 la rivista Music City, nel cui numero 2 condusse un'approfondita indagine sulla SIAE evidenziandone le principali storture e mettendo sotto accusa i meccanismi premiali che comportavano la necessità di recuperare il denaro dato in più ai sempreverdi annullando un numero esagerato di borderò.

Nell'ambito di Midi Songs appoggiò le rivendicazioni di Renato Recca che contribuirono a rendere la SIAE un organismo più democratico, consentendo per lo meno a tutti gli iscritti di votare (e non più solo a coloro che "guadagnavano").

Le sue esperienze in Germania dove fondò la rivista Midi Hits, sempre dedicata ai pianobaristi, gli consentirono di acquisire utili esperienze anche con la GEMA ricavandone il convincimento che anche la società degli autori tedesca condivideva lo stesso modello della SIAE, fondato su una totale discrezionalità nella gestione del diritto d'autore, discrezionalità che finisce per comportare la frequente soppressione del diritto d'autore in nome di politiche di "razionalizzazione" finalizzate a stornare gli importi del diritto d'autore dai piccoli musicisti/editori verso i musicisti e gli editori più affermati e affiliati alle grandi società multinazionali dell'entertainment mondiale.

Di qui la sua convinzione che "il male sta nel manico", ossia nel fatto che il conflitto di interessi, che nella società politica viene considerato comunemente, e giustamente, un male, nella società musicale è addirittura istituzionalizzato dalla legge ed esaltato a principio fondatore dell'architettura del diritto d'autore e della sua gestione.

Dentro alla società degli autori ed editori stanno persone e società che hanno un conflitto d'interesse grande come l'Everest. Come è possibile mettere nella stanza dei bottoni qualcuno che avendo degli interessi particolari di dimensioni addirittura transnazionali non potrà, neppure volendolo, sottrarsi alla tentazione di gestire il diritto d'autore pro domo propria.

La soluzione sta, evidentemente, non certo nell'abolizione della SIAE o nell'azzeramento dei vertici, destinati ad essere sostituiti da altro personale che sarebbe anch'esso intrappolato nella ragnatela del conflitto d'interesse "costitutivo", ma nella istituzione di una authority che presieda al diritto d'autore supervisionando l'operato della SIAE in accordo a precisi principi di equità tra i quali, irrinunciabili, il principio della ripartizione analitica del diritto d'autore e il principio della confluenza dell'irripartibile in un fondo previdenziale pensionistico a vantaggio di tutti gli iscritti e non solo degli iscritti più ricchi e famosi.