SE TI RICONOSCI NEL NOSTRO PROGRAMMA, VOTACI E FACCI VOTARE!


 
 


Votiamo bene!

23 giugno 2007 by rbc

Domani si va a votare e l'importante è che tutti gli autori di fascia A votino bene, stando alla larga da chi ha un passato dimostrabile di scarsa combattività, quando non di collusione con gli interessi dei grossi.

Ricordiamoci un principio elementare: non aspettiamoci che gente che è abituata a guadagnare di più per via dei meccanismi di ripartizione distorti, stia dalla parte di chi è vittima di questi meccanismi.

Non aspettiamoci che chi, come autore, è in fascia D (quella che prevede guadagni annui superiori ai 100.000 euro) possa avere il cuore e la mente dalla parte di chi guadagna poco o di chi non guadagna nulla. I ricchi che fanno gli interessi dei poveri esistevano forse nel 1800, ma è almeno un paio di secoli che se ne è persa la traccia.

Non aspettiamoci che chi è già stato in SIAE per quattro anni e, pur in presenza di storture grosse come una casa in materia di ripartizione, non ha battuto ciglio, non ha piantato grane e non ha dato battaglia possa rifarsi una verginità solo perché ci sono le elezioni e dire: ecco, sono dalla vostra parte, votatemi.

Non aspettiamoci che della gente, pur rispettabile, che entra in campo a queste elezioni non per difendere tutti gli autori ma solo certi autori, quelli che si occupano di un particolare genere musicale, sarà in grado di fare le battaglie di tutti.

A tutti, infine, rivolgo l'invito di non disertare queste elezioni: non è nel nostro interesse, quindi votiamo tutti e votiamo, ovviamente,  bene!

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum


Risposte scandalose della SIAE

14 giugno 2007 by rbc

Nell'ultimo VivaVerdi (perché certamente non è il caso di dire VivaSIAE, questo è poco ma è sicuro) un iscritto, Marco Romagnoli, esprime le sue perplessità sul nuovo sistema di ripartizione.

L'anonimo replicante della SIAE sentite cosa tira fuori! Esordisce con un "La sua lettera tocca un tema della massima delicatezza" (mentre la SIAE con la nuova ordinanza di ripartizione tocca le tasche dei musicisti in un modo non certo delicato).

Il replicante prosegue ricordando che le modalità di ripartizione del concertino per l'anno 2007 sono state adottate ALL'UNANIMITÀ dagli organi sociali (la Commissione della Sezione Musica e il Consiglio d'Amministrazione). E ci rammenta ulteriormente che "le norme sono state pienamente condivise dal Ministero per I Beni e le Attività Culturali che annualmente esercita il controllo sui criteri di ripartizione deliberati dall'Ente."

Ossia, il fatto che quella brava gente del Ministero e quella brava gente dei vertici SIAE la pensino allo stesso modo sarebbe, per l'anonimo replicante, una GARANZIA che la cosa fatta è giusta!

No, cari lorsignori, è semmai la prova provata, la confessione in flagrante, che il Ministero lungi dal controllare la SIAE ne è controllato, perché i controlli si creano di solito per impedire le porcherie, non per realizzarle meglio!

Vorrei poter protestare, e credo che tanti di voi vorrebbero farlo, ma con chi dobbiamo protestare? Chi sono la Commissione, il Consiglio, il Ministero? Queste non sono persone, sono enti astratti e lontani, quelli se protesti si mettono solo a ridere.

Vogliamo allora scrivere tutti a VivaVerdi? Così l'onesto replicante almeno saprebbe che cosa pensiamo delle sue rispostine ultraretoriche che eludono i problemi nel momento stesso in cui sembrano affrontarli.

PS In un prossimo blog vedremo di capire chi ha protestato contro l'ordinanza SIAE e chi invece se ne è stato buono buono...

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



Chi è più ladro

11 giugno 2007 by rbc

Questo blog è il più breve della serie perché consiste di due semplicissime domande:

- è più ladro un ladro che ti ruba l'orologio e poi lo rivende per guadagnare qualcosa per la sua famiglia o è più ladro un signore già ricco sfondato che ti ruba l'orologio non perché abbia bisogno di mangiare ma perché vuole diventare sempre più ricco?

- ed è più ladro un signore ricco sfondato che ti ruba l'orologio rischiando di essere scoperto e magari pestato oppure è più ladro un signore ricco sfondato che si mette d'accordo con altri signori ricchi sfondati per creare delle norme di legge che poi gli daranno il diritto di toglierti l'orologio e di denunciarti alla magistratura se lo chiami ladro?

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



Un'intervista al Dott. Assumma

10 giugno 2007 by rbc

Il Dott. Assumma è l'attuale Presidente della SIAE. Tempo fa (il 12 marzo 2007) è apparsa una sua intervista sul quotidiano web La Stampa in cui si parla di "equo compenso", ossia del fatto che, per esempio, nel 2005, 73 milioni di euro raccolti dalla cosiddetta copia privata sono andati a compensare il mancato guadagno di autori ed editori per il fatto che i consumatori si fanno in casa delle copie di brani musicali su cassetta, CD e DVD.

Quando però l'intervistatore gli chiede: "A chi va il denaro raccolto?" Assumma risponde testualmente: "Il criterio è chiaro e indicato sul nostro sito web: va agli iscritti della SIAE."

Il Dott. Assumma, che è anche un avvocato assai noto nel settore, e dunque abituato a soppesare le parole, non dice: va a certi iscritti SIAE, dice proprio va agli iscritti della SIAE, generalizzando.

Ora, caro Dottor Assumma, io sono iscritto alla SIAE da alcune decadi ma non ho mai ricevuto una lira dall'equo compenso e, come me, scommetto che la cosa vale anche per la maggioranza degli iscritti di fascia A. Ci vorrebbe più precisione quando si parla di certe cose con la stampa, non trova?

Un'altra riflessione: grazie a storture come l'equo compenso sulla copia privata (che è denominato equo proprio perché iniquo e per non far sospettare quanto sia in realtà iniquo), autori ed editori di un certo calibro si sono abituati a guadagnare senza far fatica, anzi senza far nulla, specie quelli i cui successi risalgono al medioevo.

Infatti con l'equo compenso i soldi vengono dalla sovratassa sui supporti magnetici (tra cui anche quelli utilizzati in ambito informatico!) e senza alcun bisogno di sapere quali brani del repertorio SIAE siano stati effettivamente utilizzati. Soldi che piovono dal cielo, letteralmente.

Una volta appurato che si poteva guadagnare senza fare nulla i nostri eroi sono andati avanti ed oggi hanno raggiunto un altro traguardo significativo: con abile mossa sono riuscire ad azzerare il 75% dei programmi musicali, facendone decidere le sorti dal 25% dei programmi che vengono campionati.

A questo punto, però, si determina una situazione di concreta distorsione del mercato perché è ovvio che dei generi di nicchia (che so, la musica tedesca che si suona in Alto Adige piuttosto che la musica afro-cubana o araba o indiana che si suona nelle periferie delle grandi città italiane) non avrà più alcun riconoscimento economico.  Il mercato non esiste più, esiste solo il monopolio dei grandi autori.

A questo punto, è arrivato veramente il momento di adire l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e denunciare la SIAE per i suoi assurdi meccanismi ripartitori che non solo defraudano noi piccoli ma impediscono lo sviluppo di un mercato musicale pluralistico dove tutti i contendenti si possano misurare ad armi pari.

Noi della Lista 54 tenteremo tutte le strade per opporci al ladrocinio legalizzato. Anche questa, contateci.

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



Come difendersi da "mamma" SIAE

9 giugno 2007 by rbc

Anche se sembra un non-senso siamo proprio in queste condizioni: dobbiamo imparare a difenderci dalla SIAE, l'organizzazione alla quale diamo i nostri soldi di quota annuale affinché ci tuteli.

Ma la realtà, purtroppo, è che mamma SIAE è una mamma leggermente strabica, alcuni dei suoi figli li vede benissimo, fin troppo, mentre la maggioranza degli altri figli, quelli più piccolini e bisognosi di cure, invece non solo non li degna di uno sguardo ma ha anche preso, da qualche decennio, la cattiva abitudine di divorarseli a colazione, come  un'antica e terribile divinità greca.

Allora, come fare per difendersi dallo strabismo a senso unico di mamma SIAE? Consigliamo per il momento di PRECOSTITUIRVI una prova ogni volta che suonate in un locale, ad una festa, ecc.: visto che per la SIAE ormai il borderò dei locali non inclusi nel campionamento sarà carta straccia, prendete l'abitudine di registrare ogni vostra esibizione, anzi, filmatela con una videocamera digitale in modo da avere il supporto sia del suono che dell'immagine, cercando di riprendere anche il locale e il pubblico, non solo voi stessi mentre vi esibite. Inoltre, per ogni esibizione tenete un diario che annoti la data, il nome del locale, il nome dell'impresario e i nomi e indirizzi di qualche testimone oculare del concerto.

In questo modo, qualora un domani decidiate di rivendicare presso la SIAE i vostri diritti lo potrete fare con molta più possibilità di successo. Non è escluso, peraltro, che la SIAE sia anche obbligata - qualora lo vogliate - ad accettare nei propri archivi un duplicato della vostra esibizione (per esempio, sotto forma di DVD registrato a bassa risoluzione) che costituisce a tutti gli effetti non solo una prova di ciò che avete suonato ma anche una prova dei diritti connessi cui adesso non avete diritto ma che un domani vi potrebbero essere riconosciuti (un altro tema interessante!).

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



No all'annullamento dei borderò!

7 giugno 2007 by rbc

Il borderò è il programma musicale che i musicisti devono compilare per poter dar modo alla SIAE di sapere quali brani sono stati utilizzati nel corso di una esecuzione musicale in modo da poter attribuire ad ogni autore/editore una percentuale del diritto d'autore maturato nel corso dell'evento musicale.

Il borderò dovrebbe essere considerato come un documento sacro, perché equivale, in un certo senso, alla busta paga per gli autori e gli editori i cui brani sono stati eseguiti.

Qualora si scopra che un musicista ha compilato un borderò in modo infedele, l'unico comportamento rispettoso del diritto d'autore è questo: reintegrare il denaro agli autori ed editori defraudati dalla dichiarazione fasulla. 

E chi sono, in concreto, autori ed editori defraudati? Sembrerebbe semplice stabilirlo: sono coloro i cui brani sono stati effettivamente eseguiti dal musicista infedele. Logico, perfino banale.

Non così per la SIAE. La quale pensa, invece, che i musicisti defraudati non siano quelli i cui brani sono stati effettivamente eseguiti, no, sono tutti gli altri musicisti che hanno avuto degli incassi in quella categoria di intrattenimenti!

Insomma, con una geniale reinterpretazione del concetto di solidarietà, se i brani suonati erano stati di Roberto Casiraghi, cui spettavano i 20 euro del diritto d'autore, e il musicista infedele aveva indicato invece come autore sé stesso, arriva la SIAE, gli annulla il borderò e non dà i 20 euro a Roberto Casiraghi, come dovrebbe, li dà invece a Gino Paoli, a Lucio Dalla, a Luca Carboni, agli autori di fascia D, agli autori di fascia C, agli autori di fascia B e agli autori di di fascia A.

Tutto in proporzione ai guadagni avuti in quella categoria di intrattenimento. Potremmo definirla concezione ecumenica del diritto d'autore o, cambiando punto di vista, potremmo anche definirlo in un altro modo: che ve ne sembra di stupro collettivo?

E il povero Roberto Casiraghi? Beh, ci sono due situazioni:

- se è un grosso percettore di redditi da diritto d'autore se ne infischia perché può dire: okay, qui la SIAE mi ha preso il 99,99% del mio diritto d'autore però mi rifarò con la percentuale che mi spetta su tutti gli altri borderò annullati. Ossia sono stato derubato ma anch'io deruberò gli altri e, data la mia posizione di grosso percettore, alla fine mi sarà convenuto.

- se invece è un piccolo o nullo percettore di reddito da diritto d'autore non prenderà una lira da quella serata ma, in compenso, avrà la sublime soddisfazione di avere contribuito a migliorare ulteriormente la situazione reddituale di musicisti che stanno mille volte meglio di lui.

La Lista 54 ha ben presente queste cose e sa che per ripristinare l'ordine morale in SIAE non basta lottare contro il campionamento e il calderone: bisogna lottare - e con fermezza - anche contro gli annullamenti dei borderò. Ed è questo che faremo, contateci.

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



Una lettera preoccupata

5 giugno 2007 by rbc

Ricevo da Manlio Cangelli copia della lettera da lui spedita alla SIAE con riferimento alla notizia SIAE che si trova qui e che esprime le preoccupazioni di noi tutti:  

Buongiorno. Mi chiamo Manlio Cangelli e sono il titolare della MC 
Harmony Edizioni musicali. Pos. SIAE 127765.

Ho letto con interesse il Vs. articolo sul sito SIAE in merito al 
finger print e vorrei chiedere un po' di spiegazioni in merito:

1 - quali e quante altre offerte sono state considerate prima di 
confermare l'incarico alla Knowmark?

2 - considerato che viene dato come assunto che si inizierà ad 
utilizzare questa procedura già dal secondo semestre 2007, chi ha 
creato la banca dati necessaria e come? Quali sono i brani compresi?Stante il fatto che nessuno mi ha mai contattato per chiedermi la mia corposa library di brani da discoteca (e come me, non è stato 
contattato alcun altro editore/produttore di mia conoscenza), come 
sarà possibile che i miei brani vengano riconosciuti e retribuiti in 
occasione dei rilevamenti?

3 - posto che un sistema di questo tipo dovrebbe consultare tutto lo 
scibile musicale mondiale, è previsto in quale formato audio dovremo fornire le nostre libraries, a chi le dovremo far pervenire e, 
soprattutto, quando questo si farà? Stante che si vuol iniziare da 
luglio prossimo, è assolutamente necessario che questi punti siano 
chiariti immediatamente, pena la totale mancanza di giustizia del 
principio applicato, che contravviene a quanto contenuto nello 
Statuto della SIAE.

4 - nel Vs. articolo si afferma che è stato fatto "... un adeguato 
periodo di sperimentazione...": mi sembra un'affermazione per lo meno incompleta. Vista l'importanza del rilevamento, ritengo che sarebbe doveroso da parte dell'ente documentare con dovizia di particolari e, soprattutto, di dati questa "fase di sperimentazione": come è stata organizzata? quante serate sono state registrate? come si è operato per confrontare la percentuale di riconoscimento dei brani con "fingerprint" con la lista normalmente redatta dal personale con il  DJ? In che percentuali di riconoscimento si colloca la Knowmark con il software che commercializza?

5 - i dati rilevati da questa comparazione devono essere pubblici e 
controllabili da tutti e solo dopo un accurato lavoro di comparazione 
e con la quasi certezza di avvicinarsi a risultati vicini al 100% si 
potrebbe pensare di adottare il fingerprint.

6 - Tutto quello che non è riconosciuto dalla macchina che fine fa? 
Va a calderone o si prendono i famosi "musicisti trascrittori" 
assunti dalla SIAE e li si mette a trascrivere tutto quanto, per poi 
cercare fra tutti i brani in repertorio e, dopo qualche mese, 
ottenere il riconoscimento dei propri brani (FORSE!!!!)

Ritengo che sia necessario che gli Organismi della Società siano 
prodighi di informazioni con i Compositori, gli Autori e gli Editori 
per far sì che il lavoro quotidiano nel settore della Musica non sia 
soltanto fonte di soddisfazione personale dal punto di vista 
artistico ma possa anche ottenere il giusto compenso per gli sforzi 
produttivi di tutti, piccoli e grandi. Non dimentichiamo che tutto 
quanto necessario alla SIAE per la sopravvivenza della struttura e 
dei suoi dipendenti viene trattenuto dai Diritti d'autore spettanti 
ad Autori ed Editori che, come tali, hanno tutto il diritto di essere 
tenuti informati in modo completo e analitico di ogni pur piccola 
innovazione che li riguardi.

Attendo Vs. esaurienti risposte in merito

Distinti saluti


Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro
forum
 


Vita, morte e miracoli del "calderone"!

4 giugno 2007 by rbc

VITA

Il "calderone" è, per chi non lo sapesse, quel fondo della SIAE nel quale affluisce il denaro del diritto d'autore che non si può ripartire fra i legittimi aventi diritto. È denaro "senza nome" ma che poi finisce nelle tasche di tutti gli associati SIAE che guadagnano qualcosa, in modo proporzionale a quanto essi guadagnano. Ovviamente, chi più guadagna in termini di reddito SIAE avrà riconosciuta una quota maggiore, in valore assoluto, del calderone. Sono soldi importanti e nessuno si chiede mai se se li è "meritati", c'è questa regola e tutti ne approfittano, i piccoli in modo piccolo, i grandi in modo grande.

MIRACOLI

Il calderone è una manna caduta dal cielo. Infatti non esiste alcuna prova scientifica che i brani dell'autore X che sta ricevendo i soldi del calderone siano stati effettivamente utilizzati ed eseguiti. Ed esistono invece tante prove del contrario, come sanno benissimo musicisti ed editori dell'area discoteca a cui per anni vennero sottratti impunemente i diritti d'autore della musica disco e dance. Sottratti a loro per andare ad arricchire i portafogli di altri.

Oltre ad essere una manna, il "calderone" continua a creare nel tempo miracoli prodigiosi. Il principale miracolo è che la parte di musica che non ha più un padre e una madre e che quindi confluisce nel calderone, è in costante aumento.

C'è un altro miracolo: mentre i nomi degli autori ed editori i cui brani sono stati eseguiti o riprodotti spesso esistono e sono facilmente conoscibili, la SIAE non ne vuol sapere! Il desiderio di calderone è talmente travolgente che, per esempio, in un momento in cui la crescente automazione e informatizzazione delle emittenti, anche di piccole dimensioni, consentirebbe esattamente di conoscere tutti i brani passati in radio, la SIAE continua a non volerne sapere e a mandare tutto nel calderone.

Così i soldi del diritto d'autore vanno percentualmente in modo maggiore a chi già guadagna tanto con la SIAE. A quelle stesse persone che, proprio per il fatto di guadagnare tanto, hanno mille altri benefici, tra cui quello di mandare più persone di noi piccoli autori nell'assemblea che ci apprestiamo a rieleggere.

Così il cerchio miracoloso si stringe: se hai molti soldi, vai a guidare la SIAE e se vai a guidare la SIAE, magari troverai il modo di far approvare altre norme che aumentano la quota di denaro che non viene ripartita fra gli aventi diritto ma va a finire nel calderone.

L'ultimo miracolo? Che per un tale comportamento, equivalente a tutti gli effetti alla pirateria più bieca e scoperta, gli autori hanno dalla loro parte l'autorità della legge e guai a chi glielo rimprovera!

MORTE

Il calderone è nato molti anni fa e pur essendo da molti (troppi!) anni sulla scena gode ancora di ottima salute ed è, venerando com'è, tuttora in fase ascendente a causa dell'ingordigia sempre maggiore delle componenti ricche della SIAE.

Spetta a noi evitare al calderone il triste privilegio dell'immortalità chiedendo senza compromessi l'abolizione pura e semplice del calderone. Nell'epoca di internet non esiste diritto d'autore irripartibile, esiste solo del diritto d'autore che non si vuole ripartire.


Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro
forum



No al campionamento!

2 giugno 2007 by rbc

Avete mai pensato a cosa succederebbe se applicassimo alle prossime elezioni politiche il medesimo criterio di campionamento che la SIAE applica al diritto d’autore?

Succederebbe che anziché contare i risultati di tutti i seggi, seggio per seggio, si prenderebbe in considerazione solo il 25% dei seggi e sulla base di questo 25% si estrapolerebbe il risultato finale rendendo di fatto superfluo il 75% del voto degli italiani, il mio, il tuo, il  nostro voto. 

Certo, applicato alla sfera politica, il metodo del campionamento appare a tutta prima demenziale. Però anche qui un eventuale fautore del campionamento sosterrebbe olimpicamente che sarebbe un ottimo modo per eliminare i brogli elettorali, che, si sa, in politica esistono.  Meno voti, meno brogli: è matematico!

A questo punto, qualcuno potrebbe far sommessamente notare che i brogli elettorali vanno eliminati ma certamente non a spese del processo democratico. E tutti, credo, converremmo su questo!

In fondo,  l’esistenza di giudici corrotti o di criminali incalliti non ci spinge a campionare anche le cause che verranno discusse in tribunale, azzerando i risultati di tutte le altre cause che non rientrassero nel campione prestabilito. Anche la presenza di truffe sanitarie e di falsi invalidi non ci spinge a erogare i servizi sanitari solo a un quarto della popolazione, escludendone tuti gli altri.

Pare dunque che gli esseri umani di buon senso si siano da tempo accordati sul fatto che quando sono in gioco valori fondamentali come i DIRITTI POLITICI, la GIUSTIZIA o la SALUTE non vi possano essere “campionamenti” di sorta. Sono diritti essenziali, punto e basta e nessuno ne deve essere privato o derubato.

E veniamo allora al DIRITTO D’AUTORE. Si tratta forse di un valore inferiore per rango ai DIRITTI POLITICI, alla GIUSTIZIA o alla SALUTE? Si tratta forse di un valore meno essenziale, di un valore che possa essere bypassato, con cui si possa giocare impunemente lasciando all'arbitrio di un lancio di dadi il decidere chi ne può beneficiare e chi no? Perché questo è il campionamento: decidere a priori di applicare, anziché la giustizia che consiste nel dare a ciascuno il suo, l'ingiustizia del lancio della monetina. Tu sì, mentre tu, tu e tu no!

La nostra risposta è chiara. Il diritto d'autore è un diritto essenziale come la giustizia o la salute e non va lasciato all'alea del campionamento. A noi, in effetti, piace un solo tipo di campionamento: il campionamento TOTALE, quello che prende in esame tutti i brani eseguiti in tutti i locali della penisola e in tutti i giorni dell'anno. E non si chiama campionamento ma RENDICONTAZIONE ANALITICA!

La SIAE e la stragrande maggioranze dei componenti dell’Assemblea che andremo a rinnovare il 24 giugno sembra pensarla diversamente da noi e da te che ci leggi. Forse è il caso di cambiare... in meglio!

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum



Una SIAE di cui non doversi vergognare

29 maggio 2007 by rbc

Mancano poco più di 3 settimane al 24 giugno, data in cui verrà rinnovata l’assemblea SIAE valida per il quadriennio 2007-2011 e mai come prima sento l’esigenza di avere una SIAE di cui non doversi vergognare.

Decidere che i tre quarti delle composizioni suonate nei locali d’Italia debbano non più essere considerati ai fini della ripartizione dei proventi del diritto d’autore mi sembra una sorta di incubo, una specie di follia, tanto più se penso che la SIAE è l’ente preposto alla TUTELA del diritto d’autore, non al suo MASSACRO!

Mi chiedo: come è possibile essere arrivati al punto in cui dei galantuomini, fino a prova contraria, si siedono attorno a un tavolo e decidono, freddamente, e forse un tantino cinicamente, che il diritto d’autore è cosa loro, e non cosa di tutti gli autori, per cui si danno da fare, fanno e disfanno, fino a che non escono fuori delle regole che sopprimono, letteralmente, il 75% delle composizioni suonate in un dato anno.

Queste composizioni, ai fini della ripartizione, non esisteranno più, è come se non fossero mai state partorite dai loro autori che le depositarono in SIAE con l’ingenua fiducia di chi pensava che lo Stato fosse super partes e che quindi la SIAE garantisse loro la migliore tutela possibile, oltreché l’unica consentita dalla legge, visto che la SIAE è tuttora l’ente preposto alla tutela del diritto d’autore in via esclusiva.

Possibile che i galantuomini che reggono la SIAE non sentano tutto l’orrore di una situazione che trasuda falsità da tutti i pori? Una società nata per la tutela del diritto d’autore di tutti che, strada facendo, si va trasformando in una società specializzata nell’inventare regole per sottrarre il diritto d’autore ai legittimi proprietari (ed attribuirlo ad altri!).

Puoi partecipare alla discussione di questo post andando sul nostro forum