
La SIAE
ha deciso di farla finita con il diritto d'autore dei piccoli autori. Noi e
i musicisti che rappresentiamo abbiamo deciso che così non va e che
si può fare qualcosa. Dacci una mano anche tu, collabora con noi e
aiutaci a vincere!
IL NOSTRO PROGRAMMA
ELETTORALE
Premessa
Cari amici, ci presentiamo alle elezioni
dell'assemblea SIAE il giorno 24 giugno consapevoli della gravità
del momento per gli autori e compositori della fascia A. Mai prima
d'ora la SIAE aveva posto in atto un programma così meticolosamente
organizzato mirante alla distruzione del diritto d'autore.
Con l'ultima ordinanza di ripartizione, il 75%
della musica suonata nei locali italiani (e stiamo parlando dunque
di circa 200.000 pubbliche esecuzioni all'anno) sarà come se non
fosse neppure esistita.
Il diritto d'autore relativo a quelle 200.000
pubbliche esecuzioni, che la SIAE è chiamata a tutelare, verrà dalla
stessa SIAE semplicemente IGNORATO. Anzi, di più. Verrà non solo
ignorato (che sarebbe già di per sé un atto criminoso) ma,
addirittura, il denaro che sarebbe dovuto affluire agli autori e
agli editori i cui brani sono stati effettivamente eseguiti, verrà
ripartito e dunque sostanzialmente ATTRIBUITO ABUSIVAMENTE ad autori
ed editori i cui brani non sono stati neppure eseguiti!
È questo il concetto di tutela del diritto
d'autore che ha la SIAE oggi? È la SIAE un'organizzazione nata per
salvaguardare il diritto d'autore di tutti o, senza che neanche ce
ne rendessimo conto, si è ora trasformata in una consorteria
infestata da hacker che si sono messi d'accordo per organizzare la
pirateria su scala industriale a beneficio esclusivo di alcuni
apparentemente integerrimi e insospettabili autori ed editori?
Con ipocrisia degna di miglior causa la SIAE ama
innalzare la bandiera della difesa del diritto d'autore mentre,
contemporaneamente, continua ad infrangere in modo massiccio e
scoperto il diritto d'autore di decine di migliaia di propri
iscritti e soci.
Tutto questo deve finire. Se la SIAE, in quanto organo
amministrativo, non può essere condotta davanti ad un tribunale
penale ordinario, occorre allora una presa di coscienza
collettiva da parte degli autori ed editori che costituiscono la
maggioranza degli associati e che devono organizzarsi in modo nuovo
per rivendicare i propri diritti all'interno della SIAE o, in
alternativa, per uscire dalla SIAE e creare una nuova entità che sia
permeata di quel senso di giustizia e di quella autorevolezza morale
che la SIAE ha definitivamente messo al bando dai propri statuti,
dalle proprie ordinanze e dai propri comportamenti pratici.
I punti del
programma
I NOSTRI NO
In
particolare, diciamo no alle elezioni SIAE antidemocraticamente
basate sul censo, no al fatto che chi guadagna di più debba
avere più rappresentanti eletti nell'assemblea, no al conflitto
d'interesse perpetuo per cui autori ed editori ricchi si sforzano di
piegare i regolamenti e le ordinanze SIAE ai loro concretissimi
interessi di parte. Le elezioni in SIAE devono poter essere svolte
secondo le regole della democrazia per cui l'unico modo possibile di
realizzare questo obiettivo è l'abolizione delle antidemocratiche
fasce di reddito (A-B-C-D). Gli autori votino con gli autori,
gli editori votino con gli editori, ma senza fasce reddituali!
Diciamo
no alla presenza di interessi non italiani all'interno della SIAE.
Non accettiamo il fatto che gruppi multinazionali extra-europei
possano non solo entrare all'interno della SIAE ma co-deciderne le
politiche e perfino influenzare il governo italiano nelle sue
decisioni in materia di diritto d'autore. Si può scalare un'azienda
industriale o industriale, ma la Società Italiana del Diritto
d'Autore e il diritto d'autore non devono poter essere "scalati".
Diciamo
no anche alla ripartizione dei proventi in modo non analitico
perché è palesemente iniqua, contraria agli scopi statutari che
vincolano la SIAE al rispetto sostanziale (e non solo formale) del
diritto d'autore e troppo facilmente inquinabile da parte di
interessi non legittimi. Tutto ciò che si ripartisce deve essere
analiticamente documentato perché il diritto d'autore non si REGALA!
E se vi sono importi non documentabili (nel senso che il costo
dell'accertamento supererebbe il beneficio economico per gli autori
ed editori) essi non saranno ripartiti ma inseriti nel fondo
assicurativo-previdenziale a vantaggio di tutti, e non ripartiti
nel cosiddetto calderone dove autori ed editori più grossi ricevono
immeritate fette aggiuntive della "torta".
Diciamo
no in particolare allo strumento del campionamento per
l'"accertamento" del diritto d'autore. Il campionamento è uno
strumento che nasce storicamente con lo scopo preciso di pilotare il
denaro del diritto d'autore verso una particolare categoria di
autori ed editori, quelli già ricchi e famosi. Data la sua palese
iniquità, viene giustificato con il pretesto di un'economia di costi
nella gestione del rilevamento. Il nostro parere è che se è
innegabile una maggior economia nei costi gestionali, è altrettanto
innegabile l'appropriazione indebita di denaro del diritto
d'autore che passa da chi ne aveva diritto a degli abusivi, sia pure
"eccellenti"! Preferiamo meno costi di gestione e più
ingiustizie e favoritismi o più costi di gestione e zero ingiustizie
e favoritismi? L'ardua sentenza non spetta ai posteri, in
questo caso, ma ad ognuno di noi.
Diciamo
no anche ad ogni meccanismo premiale. Perché un brano
sempreverde deve avere il doppio del denaro di un brano normale?
Anche qui non ci si rende conto dell'assurdità di "premiare" un
brano che è già stato già premiato una prima volta quando ha avuto
successo e una seconda volta quando, anziché essere dimenticato, ha
avuto la fortuna di rimanere caro ed amato dal pubblico. Il vero
motivo del "premio" è in realtà che qualcuno che già ben guadagna
approfitta della sua posizione all'interno della SIAE per
straguadagnare a svantaggio dei suoi colleghi. Perché diciamo "a
svantaggio"? Perché è fin troppo ovvio, matematicamente ovvio, che
se la SIAE ha ricevuto tot soldi per un intrattenimento musicale e
anziché suddividerne l'importo in modo paritetico tra tutti i brani
eseguiti comincia con assegnare più soldi ai sempreverdi, questo
significa che rimangono meno soldi da dare ai brani che non sono dei
sempreverdi oppure, in alternativa, che la SIAE finirà per pagare
agli autori per quell'intrattenimento più soldi di quanti abbia
ricevuto dal gestore del locale. Questo fatto la obbligherà ben
presto ad instaurare una politica di annullamento indiscriminato di
borderò musicali in modo da poter attingere il denaro sufficiente
per poter ripianare quelle che altrimenti sarebbero delle perdite.
E, come al solito, saranno i piccoli autori ed editori a farne le
spese.
Diciamo
no all'annullamento indiscriminato di borderò (programmi
musicali). Se un musicista ha truffaldinamente dichiarato dei
brani non eseguiti, devono essere annullate le dichiarazioni di
questi brani fasulli, ma non quelle dei brani che quel musicista ha
realmente eseguito! Annullando l'intero borderò la SIAE non fa altro
che aggravare la situazione, che da truffa parziale si trasforma in
truffa totale nei confronti di autori ed editori i cui brani
sono pur stati eseguiti nel corso di quell'intrattenimento musicale!
Diciamo
no ad un costo di iscrizione SIAE in continuo aumento in una
situazione in cui la SIAE penalizza i suoi iscritti violandone il
diritto autorale! Al peggio non c'è fine e il fatto che la SIAE,
nel momento stesso in cui sta dando ai suoi autori ed editori sempre
meno garanzie di rispettarne il diritto d'autore, prosegua nella sua
politica di altissimi costi di iscrizione annua grida veramente
vendetta al cielo.
Diciamo
no alle licenze autopromozionali a pagamento. Ci indigna
vedere che la SIAE pretende dai suoi autori ed editori che vogliano
promuovere le proprie creazioni su internet una sostanziosa gabella
annuale. Queste licenze devono essere invece assegnate a titolo
gratuito come servizio agli associati!
Diciamo
no allo snaturamento della SIAE. Non molti di noi sanno che
nel tempo la SIAE è diventata sempre più una longa manus del
ministero delle finanze e che le sue responsabilità in materia di
riscossione di tributi che nulla hanno a che vedere con il diritto
d'autore sono progressivamente aumentate. Oggi la SIAE è diventata
una sorta di piovra in cui il diritto d'autore è solo uno dei bracci
e, forse, neppure quello più importante. Noi chiediamo quindi che la
SIAE si occupi ESCLUSIVAMENTE di diritto d'autore perché questo suo
essere impegnata su diversi fronti la rende estremamente incerta
nell'affrontare qualunque tipo di nuovo problema o sfida che
riguardi il diritto d'autore.
Diciamo
no allo sperpero di denaro per spese legali cui va incontro
la SIAE per il suo accanimento nello sposare cause perse, al solo
scopo di prender tempo e di tirare avanti con i suoi cattivi
comportamenti, e per il coinvolgimento di costosi studi legali
esterni quando ha, al proprio interno, fior di legali di valore.
Diciamo
no all'alto aggio SIAE. Auspichiamo una SIAE depurata dei
costi inutili, delle spese legali superflue, una SIAE completamente
informatizzata che potrebbe finalmente ridurre il proprio aggio
ossia la percentuale che incamera sugli introiti di ogni
autore/editore iscritto.
I NOSTRI SÌ
Diciamo
sì ad una authority sul diritto d'autore indipendente dalla SIAE
che ne sorvegli la legittimità dei comportamenti in materia di
diritto d'autore e che abbia un potere pari a quello della authority
per la concorrenza. Oggi, davanti agli evidenti abusi e al conflitto
di interesse costante che fa sì che chiunque entri ai piani alti
della SIAE cominci subito a manovrare per pilotare le ripartizioni
in modo da beneficiare la propria borsa e i propri brani, si è
completamente impotenti. Non si può adire un tribunale ordinario
mentre i costi e i tempi delle cause davanti ai tribunali
amministrativi vanno facilmente alle stelle. In più, la SIAE, pur
commissariata o perdente in giudizio, è maestra nel fare appello,
proporre ricorsi e, alla fine, fare sempre quello che vuole.
Diciamo
sì ad una totale democratizzazione della SIAE. Statuti,
regolamenti e ordinanze dovranno in particolare rimuovere ogni
aspetto che privilegi chi guadagna di più rispetto a chi guadagna di
meno il che consente una anacronistica sopravvivenza di meccanismi
di privilegio basati sul denaro in una società democratica come
quella in cui viviamo.
Diciamo
sì alla SIAE come società che eroga servizi di qualità ai propri
associati. Se ci chiediamo cosa fa la SIAE per noi e la
paragoniamo alle società degli autori americane come BMI e ASCAP
dobbiamo, con molto sconforto, ammettere che la SIAE è una
associazione tutto sommato fittizia. A parte riscuotere l'iscrizione
annua, inviarci il periodico bollettino e gestire le dichiarazioni
delle composizioni, la SIAE non fa nient'altro di significativo per
noi autori ed editori: non aiuta a promuovere le nostre opere in
Italia e all'estero, non organizza seminari e corsi, non ci mette
incontatto l'uno con l'altro, non vara iniziative di ampio respiro
per promuovere la musica italiana (come hanno fatto i francesi per
la loro musica), non valorizza le nuove tecnologie e non le applica
sul proprio sito. Questo deve cambiare.
Diciamo
sì alla dichiarazione delle opere per via telematica.
Riteniamo estremamente negativo che la SIAE non abbia ancora messo a
punto degli accorgimenti tecnologici che consentano la dichiarazione
delle opere dei propri iscritti tramite il suo sito
www.siae.it. Ormai gli hard disk
sono diventati così capienti che immagazzinare non solo
l'equivalente della dichiarazione SIAE ma anche la musica stessa in
formato mp3 è diventato tranquillamente possibile. Parimenti,
dovrebbe essere possibile per la SIAE mettere online sul suo sito
tutto quanto riguarda la storia dei suoi rapporti con un determinato
iscritto per consentirgli per esempio di fare quelle verifiche sui
depositi di opere che attualmente richiedono una faticosa presa di
contatto con la burocrazia degli uffici romani.
Diciamo
sì al riconoscimento di licenze d'autore alternative come i
Creative Commons. Fino ad oggi la legislazione italiana in
materia di diritto d'autore (di cui la SIAE può tranquillamente
essere considerata la co-autrice occulta) penalizza la libertà
dell'autore di un'opera di consentirne determinati usi a titolo
gratuito. Oggi però non è più ammissibile che un autore non possa
decidere liberamente il destino della propria opera, soprattutto
tenendo presente che nel mondo di internet la gratuità è spesso la
tappa iniziale di un cammino che può portare a riconoscimenti anche
di rilevante natura economica.
Diciamo
sì alla informatizzazione dei borderò (programmi musicali).
Per ridurre i costi gestionali la SIAE ha deciso che è meglio
sacrificare il diritto d'autore della maggior parte dei suoi
associati. La strada che noi vogliamo percorrere è invece quella
dell'informatizzazione dei borderò e della registrazione
obbligatoria degli intrattenimenti musicali con immediato invio
telematico della musica così registrata alla centrale SIAE di Roma.
Una strada che è già oggi possibile e il cui costo, ormai non
eccessivo, potrebbe essere fatto gravare sui gestori dei locali. |